Veleno10's Weblog

"The pub is as much a part of rugby as is the playing field."

III parte – La cronaca

…Ad un’attenta ricerca però si scopre che all’epoca il gioco del football era praticato in numerose varianti che cambiavano di scuola in scuola. Che a loro volta tali varianti venivano modificate e ratificate di anno in anno da una rappresentanza di studenti. Non solo, in quel periodo in molte scuole era permesso bloccare la palla con le mani. Era il trattenerla ed iniziare a correre che in linea di massima era proibito.

 Ciononostante è plausibile pensare che all’interno di tutte queste varianti sia successo, in posti diversi e nel corso degli anni, che qualcuno abbia praticato una variante in cui fosse permesso correre con la palla in mano.

 La storia di Ellis comparve per la prima volta nel 1876, quando Matthew Holbeche Bloxam, per rispondere ad una lettera pubblicata sul The Standard, nella quale ci si interrogava sulle origini del Rugby, pubblicò un articolo sul Meteor, il giornale della Public School di Rugby. L’articolo, molto vago, faceva riferimento ad una storia raccontata da un testimone anonimo che avrebbe assistito al gesto eretico di Ellis.

L’articolo uscì 4 anni dopo la morte di William. Quando la Rugby Football Union decise di indagare, era il 1895. Bloxam era ormai morto da 7 anni. La RFU decise allora di interrogare tutte quelle persone che, all’epoca dei fatti, frequentavano la scuola di Rugby. Pochi però si ricordavano di Ellis. E quei pochi lo dipingevano come un ottimo giocatore di cricket. Ma, soprattutto, non avevano mai sentito parlare di quella corsa contro le regole.

 Quei due articoli scritti da Bloxom tra il 1876 e il 1880, rispettivamente 53 e 57 anni dopo la morte di Ellis, e basati interamente sui ricordi di un misterioso testimone, restano i soli indizi a sostegno della leggenda di William Webb Ellis. Dalla ricerca condotta nel 1895 dalla RFU risulta chiaro però che 3 anni dopo che Ellis aveva lasciato la scuola, la pratica di portare la palla avanti con le mani era “chiaramente proibita”.

 Anche se Ellis avesse fatto tutto ciò che gli viene attribuito, le date della prima stesura ufficiale delle regole (avvenuta nel BigSide Levees della Public School di Rugby del 28 agosto 1845), se confrontate con quelle della sua permanenza nella scuola di Rugby (1816/25), indurrebbero a credere ragionevolmente che l’ipotetico exploit di Ellis restò tale e che non sia possibile tracciare una relazione di causa-effetto con la reale nascita del Rugby.

 Certo, il mito di William Webb Ellis ha un fascino maggiore se paragonato a quello di una genesi rugbistica frutto di un travaglio durato una ventina e più di anni e sancito nero su bianco dopo una riunione di rappresentanti di studenti in una calda e lunga giornata d’agosto del 1845. Ma la versione meno poetica ha in più la forza espressiva tipica degli avvenimenti storicamente probanti.

Molto probabilmente il rugby nacque veramente a Rugby, ma fu un gruppo di studenti a cambiare le regole e il pallone, distaccandosi così dal calcio. Bisogna aggiungere che ciò non era strano: esistevano infatti all’epoca molte variazioni ideate dagli stessi studenti. Ma ai rugbysti piace pensare che il rugby sia nato con il cuore e con il coraggio di andare contro le regole e non sui fogli o nelle menti di alcuni anonimi studenti che la storia non ha avuto il coraggio di ricordare…

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