San Martino Sannita 27 giugno 2009: Le Aquile si sono aggiudicate la terza edizione del torneo Rugby Seven Chiavelli battendo in finale i Sanniti. Un’edizione caratterizzata dal bel gioco e dal poco “rosecamiento”, a tal punto che è risultato difficile per i giudici assegnare l’ambito premio confermando, andando sul sicuro, il vincitore dello scorso anno: Ferrara G. Il cucchiaio di legno è andato, invece, ai vincitori dell’edizione dello scorso anno: i Draghi. Ancora a secco di titoli i Principi che pure partivano con i favori del pronostico e che alla fine si sono dovuti accontentare del terzo posto. A margine del torneo si è svolta una raccolta fondi a favore dell’associazione Forza l’Aquila impegnata nella realizzazione della città dello sport: per seguire l’evoluzione e i contenuti del progetto e per continuare a sostenere l’iniziativa è operativo il sito ufficiale dell’associazione all’indirizzo http://forzalaquila.com. Da segnalare anche la partecipazione delle ragazze campionesse d’Italia del rugby Benevento che si sono esibite contro una selezione old.










Quest’anno il torneo è stato effettivamente molto spettacolare. La maggiore larghezza del campo ha determinato maggiori spazi a disposizione degli “sprinteur” che sono presenti nelle squadre. Sicuramente ne hanno sofferto i “vecchi” e gli “ingombranti” come me, più a loro agio in spazi stretti e meno abbisognevoli di scatti ed agilità. Sul campo, in ogni caso, si sono visti degli ottimi giovani giocatori, e degli ottimi maturi giocatori. Nel terzo tempo, oltre la immancabile irresponsabilità che ci coglie per l’euforia di ritrovarsi insieme su di un campo, si è lungamente discusso sulla formula. Franco Pepe rilevava che far giocare insieme giovani agili e che ancora giocano e vecchietti è rischioso e può risultare poco divertente. Beniamino Romano, invece, si spingeva ad ipotizzare un tipo di gioco con il contatto fisico, però con il “no contest” per le mischie ordinarie, nessuna mischia aperta ma con placcaggi, touche e calci. Mi piacerebbe sentire l’opinione un pò di tutti su queste che possono essere considerate come provocazioni, ma che hanno una loro ragione di essere. Per ora sono convinto che la formula usata quest’anno, nonostante limiti le possibilità di gioco per quelli meno allenati, è divertente e riesce ad equilibrare le forze in campo.
Credo che la formula di quest’anno insieme alle dimensioni del campo sia corretta, anche perchè ogni anno si aggiungono forze fresche e quindi il mix giovani-old rimane ancora in equilibrio; da rivedere è sicuramente l’assegnazione dei punteggi, il minutaggio (eccessivi 10 minuti per tempo credo che 7 minuti per tempo siano sufficienti), e la finalina 3° e 4° posto (vince il cucchiaio chi arriva ultimo nel girone all’italiana). Se invece il numero di partecipanti e di squadre dovesse aumentare si potrebbe pensare a due gironi da tre squadre con finale tra le vincenti dei rispettivi gironi e una finale tra le ultime per il cucchiaio di legno.